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26/02/14

Differenza tra allergie e intolleranze alimentari

Come avete potuto vedere in questo blog non parlo solo di ricette, ma anche di salute a tavola e dalla natura.

Negli ultimi anni sentiamo spesso parlare di allergie e intolleranze alimentari, ma sappiamo la differenza?
Le intolleranze alimentari che sono aumentate in questi anni sono al lattosio e al glutine (celiachia, che tratterò prossimamente).

Ora vediamo la differenza tra allergie e intolleranze alimentari.

Molte persone tendono, erroneamente, a confondere le allergie con le intolleranze alimentari: i concetti, però, sono molto diversi, nonostante i sintomi connessi siano simili:
- l’allergia è una sensibilità anomala verso una specifica sostanza presente nell’alimento e può causare reazioni gravi come lo shock anafilattico;
- l’intolleranza è invece una reazione infiammatoria che si manifesta nell’organismo dopo un lungo e lento accumulo di sostanze che non tolleriamo.




Quali sono le cause di allergie e intolleranze alimentari?

Mentre nel caso delle allergie siamo in presenza di una predisposizione genetica, nel caso delle intolleranze tra le principali cause riconosciute troviamo l’alimentazione e lo stile di vita errato.
Chi conduce una vita sedentaria, fuma e consuma alcolici è più a rischio poiché è più predisposto a irritazioni dell'apparato gastro-intestinale e a loro volta all'insorgenza di intolleranze.
Un’alimentazione che prevede un consumo eccessivo di grassi animali e di latticini e, uno scarso apporto di frutta, verdura e pesce, può alla lunga generare uno stato d’irritazione dell’apparato digerente, condizione che favorisce la comparsa delle intolleranze.

Qual è la differenza tra allergie e intolleranze alimentari?

La differenza consiste nel fatto che allergie coinvolgono il sistema immunitario; le intolleranze solo l'apparato digerente, in particolare l'intestino.
La reazione allergica compare quasi immediatamente, dopo aver ingerito il cibo "colpevole" i primi sintomi si possono notare nel giro di qualche minuto, al massimo qualche ora.
Le intolleranze, invece, dipendono da un progressivo accumulo di sostanze infiammatorie nell'organismo e il tempo di scatenamento è molto più lungo.
Sebbene molte persone che hanno delle reazioni avverse ai cibi ritengano di essere "allergiche", l'allergia alimentare ha un'incidenza intorno al 2% della popolazione adulta, nella maggior parte dei casi si tratta quindi di un'intolleranza alimentare.
Un classico esempio d’intolleranza alimentare è l'intolleranza al latte: le persone che ne sono affette hanno una carenza di lattasi, l'enzima digestivo che scompone lo zucchero del latte (il lattosio).


Allergie alimentari

Si parla di allergia quando il sistema immunitario reagisce in modo anomalo a un agente esterno, definito allergene, innocuo per la maggior parte delle persone.

In altri termini, sono delle reazioni dovute all'ingestione di alcuni alimenti, che entrando in contatto con il nostro corpo sono percepiti come elementi estranei dall'organismo, quindi come una possibile fonte di danno.
Si tratta di reazione determinata dalla presenza di anticorpi specifici (che si chiamano IgE: immunoglobuline, tipi di anticorpi, molecole cioè coinvolte nella risposta immunitaria), i quali reagiscono contro queste sostanze.
La loro reazione determina il rilascio d’istamina (sostanza appartenente a uno dei gruppi di composti contenenti azoto che prendono il nome di ammine; l’istamina è un mediatore chimico dell’infiammazione allergica) che produce una serie di eventi quali: presenza di liquido nei tessuti, prurito, arrossamento, orticaria (da banale a grave), vasodilatazione, infiammazione delle mucose, arrossamento, che possono avere una gravità tale fino a condurre allo shock anafilattico.

Solitamente le allergie si conclamano nei primi 4-5 anni di vita, superata questa fascia d'età l'incidenza tende a diminuire rapidamente.


Quali alimenti sono più comunemente causa di allergie alimentari?

Anche se le reazioni allergiche possono manifestarsi con qualsiasi alimento o componente alimentare, in alcuni le probabilità di provocare allergie sono superiori.
Tra gli allergeni alimentari più comuni vi sono il latte vaccino, le uova, la soia, il grano, i crostacei, la frutta, le arachidi e vari tipi di noci.

Intolleranze alimentari

Per intolleranza il concetto è diverso: il sistema immunitario non viene coinvolto, di conseguenza non si scatena una risposta immunitaria.
Già il termine “intolleranza” indica l'incapacità di sopportare, di tollerare: in seguito ad un'assunzione abbondante di un determinato alimento, l'organismo "si ribella" perché non riesce a digerirlo correttamente.
Ecco il motivo per cui l'intolleranza è una reazione tossica dell'organismo, a differenza dell'allergia (reazione non tossica) che non dipende dalla dose assunta.
I due più comuni responsabili dell’intolleranza alimentare sono il lattosio e il glutine.


Allergie od intolleranza alimentare?

Per semplificare la differenza tra allergia e intolleranza, ecco un esempio: il sistema immunitario di un soggetto allergico alle fragole reagisce in modo esagerato anche se la persona mangia un solo frutto, questo significa che anche una sola fragola è percepita come “elemento estraneo e potenzialmente pericoloso” per l'organismo, che viene difeso provocando un primo campanello d'allarme (prurito ed irritazione a livello cutaneo).
Se invece una persona è intollerante alle fragole e ne assume una quantità molto piccola (una o due fragole), non avrà nessuna reazione a livello cutaneo.
Tuttavia, nel momento in cui il soggetto mangia una dose abbondante di questi frutti, l'alimento non riesce più a essere digerito: di conseguenza si avranno effetti a livello della pelle.

Si possono evidenziare ancora altri fattori che distinguono allergie ed intolleranze: le allergie si classificano in base agli anticorpi implicati nella reazione (IgE), mentre le intolleranze, non coinvolgendo il sistema immunitario, gli anticorpi, si dividono in “enzimatiche” e “farmacologiche”.
Per “enzimatica” s'intende un'intolleranza determinata dalla mancanza, o dalla carenza, di un enzima coinvolto nella digestione: l'enzima non riesce a digerire l'alimento.
E' il caso dell'intolleranza al lattosio, lo zucchero caratteristico del latte, dovuta alla carenza di lattasi, l'enzima addetto alla digestione del lattosio.
Per “farmacologica” s'intende un'intolleranza in cui il soggetto è sensibile ad alcune sostanze che si trovano nell'alimento.

E' il caso degli alimenti ricchi di tiramina (prodotto derivante dalla decarbossilazione dell’amminoacido tirosina, cioè la tirosina perde il gruppo carbossilico, COOH, con la produzione di tiramina e anidride carbonica; inoltre la tirosina stimola gli ormoni: adrenalina e noradrenalina, che agiscono sul sistema nervoso) e dei loro effetti in soggetti ipersensibili a questa sostanza, si manifesta spesso con dolori di testa e cefalee.
L'unico fattore che accomuna, anche se solo in parte, le allergie alle intolleranze sono la sintomatologia.
Alcuni comuni effetti che si manifestano dopo una reazione allergica o un'intolleranza alimentare sono: dolori addominali, diarrea, nausea, gonfiore allo stomaco, prurito ed arrossamento della cute.
Di sicuro i sintomi che si manifestano in un'allergia possono essere di maggior entità rispetto agli stessi che accadono in un'intolleranza: le manifestazioni allergiche possono sfociare anche in problemi respiratori, cardiorespiratori, fino alla forma più grave dello shock anafilattico che, se non s’interviene immediatamente con farmaci specifici, può provocare coma e anche morte (di solito con cortisone o adrenalina).

È bene ricordare che si possono verificare delle forme d’intolleranza alimentare che possono essere confuse con un'allergia, perché caratterizzate da elementi che si ritrovano in entrambi i disturbi: per questo motivo, si parla di “pseudo - allergie”.
Questi particolari casi, sono inserite nella intolleranze farmacologiche, sono intolleranze definite come un genere di allergia dovuta alla produzione di istamina (sostanza appartenente ad uno dei gruppi di composti contenenti azoto che prendono il nome di ammine; l’istamina è un mediatore chimico dell’infiammazione allergica) in seguito all'ingestione di un alimento.
Per esempio, crostacei, cioccolato, pomodori, pesce in scatola sono tutti alimenti definiti “sostanze istamino-liberatrici”.
In merito ai rimedi che si possono adottare per evitare allergie è eliminare completamente quell’alimento.

Se una persona è invece intollerante, può comunque continuare ad assumere quel dato alimento, ma a piccole dosi; a volte è suggerita l'astensione totale per brevi periodi, in modo da ricreare il patrimonio enzimatico necessario alla digestione dell'alimento.
Attualmente circa il 10% della popolazione mondiale soffre di allergie o intolleranze, se però si osservano solo i dati relativi ai paesi industrializzati la percentuale sale al 30-40%.

Nel caso si sospetti una reazione avversa a qualche alimento la prima cosa da fare è rivolgersi a uno specialista.

Tabelle riassuntive


ALLERGIA
INTOLLERANZA
Reazione non tossica, esagerata e violenta
Reazione tossica
Coinvolgimento del sistema immunitario, anticorpi (IgE)
Non prevede risposta immunitaria
Dose indipendente
Dose dipendente
Classificazione: allergie IgE
Classificazione: intolleranze enzimatiche e farmacologiche
Causa: il sistema immunitario produce anticorpi contro le proteine dell'alimento, potenziale pericolo per l'organismo.
Causa: la carenza enzimatica impedisce la digestione dell'alimento.
Sintomi: dolori addominali, diarrea, nausea, gonfiore allo stomaco, prurito e arrossamento della cute, difficoltà respiratorie, cardiorespiratorie, shock anafilattico.
Sintomi: dolori addominali, diarrea, nausea, gonfiore allo stomaco, prurito ed arrossamento della cute.
Rimedio: eliminazione totale dell'alimento dalla dieta.
Rimedio: assunzione dell'alimento in piccole quantità.



SINTOMI DI REAZIONI ALLERGICHE AGLI ALIMENTI
Respiratori
Naso che cola o congestione nasale
Starnuti
Asma (difficoltà a respirare)
Tosse
Respiro affannoso-sibilante
Cutanei
Gonfiore di labbra, bocca, lingua, faccia e/o gola (angioedema)
Orticaria
Eruzioni cutanee o rossori
Prurito
Eczema
Gastrointestinali
Crampi addominali
Diarrea
Nausea
Vomito
Coliche
Gonfiore
Sistemici
Shock anafilattico (grave shock generalizzato)


Post solo informativo, rivolgersi sempre a uno specialista.